Uomo e imprenditore 7° puntata
Riflessione:
Per arrivare si deve andare sempre avanti… con coraggio, coerenza e costanza.
Come in un giro a tappe
Nella mia vita imprenditoriale ho dovuto sempre correre; la mia vita lavorativa la paragono a un giro ciclistico a tappe dove, non solo si deve arrivare alla fine di ogni tappa, ma possibilmente si deve anche vincerle tutte e, io ne ho potute vincere tante perché:
Ho avuto la fortuna di una famiglia che mi ha sempre seguito.
Ho avuto sempre fede e fiducia nelle persone.
Ho avuto sempre la curiosità di cercare nuove vie, esperienze e cose nuove da fare.
Ho avuto il coraggio di seguire sempre con coerenza e costanza gli obiettivi che mi prefissavo.
Certo con gli anni, l’età mi fa andare più piano, mi da meno forza fisica, ma penso d’avere ancora la testa sulle spale e soprattutto l’entusiasmo per continuare come nei primi tempi.
Però non posso parlare di una mia vittoria con un traguardo finale perché non sto facendo un giro a tappe ma una gara a staffetta, dove per vincere io devo passare il testimone al compagno successivo, quindi la mia vera vittoria finale sarà:
“Riuscire a passare in tempo e nel migliore dei modi il testimone a chi continuerà la gara”.
Riflessione:
Trasforma la tua visione in obiettivi e costringi il tuo futuro a darti ragione. (Peter Drucker)
Non un giro a tappe… ma una gara a staffetta
Pur con tutte le piccole e grandi traversie, negli anni, credo d’aver lavorato abbastanza bene, ma ora penso mi aspetta il compito più grande e difficile:
Passare definitivamente il testimone al compagno/squadra successiva.
Una squadra che con altrettanta forza e determinazione dovrà continuare la corsa, dovrà cercare di vincere tutte le tappe e, alla fine se avrà lavorato bene, potrà passare a sua volta il testimone alla squadra che subentrerà…Saranno i miei nipoti?…
Solo allora anch’io avrò vinto definitivamente.
Se nel mio destino è scritto che io possa vincere finché sono ancora su questa terra, vuol dire che mi aspetta veramente ancora una lunga vita, altrimenti penso sarà bello vederlo e gustarlo anche dal cielo.
Riflessione:
Solo chi ha fatto grandi cose con mezzi limitati ha ottenuto un vero successo. (Karl von Clausewitz)
La mia forza: una squadra affidabile e sempre di più affiatata
Però per raggiungere certe mete e avere sempre la forza necessaria per continuare, ho avuto la fortuna negli anni di avere degli ottimi e instancabili compagni di viaggio.
Molte sono le persone importanti che mi hanno aiutato nel mio percorso imprenditoriale: i miei collaboratori e dipendenti, i consulenti, gli amici imprenditori ecc.
Ma ci sono delle persone “speciali”, persone che ho sempre interpellato per prime, persone che spesso alla partenza per una nuova tappa non sono quasi mai state d’accordo con me, anzi a volte abbiamo fatto anche delle belle litigate.
Da queste persone ho ricevuto le prime piccole critiche (a volte anche molto grandi).
Del resto per queste persone all’inizio ciò che volevo intraprendere sembrava che la mia fosse solo pura e semplice fantasia, anche perché a volte erano mille le cose che proponevo e che volevo fare.
Da un po’ di tempo, visto più dal di fuori, capisco meglio il loro atteggiamento, spesso in quei momenti, erano cose che avevano dei contorni imprecisi e un po’ sfumati anche per me; però nel mio intimo sentivo che dovevo cominciare a coinvolgerli fin dal principio, mi sembrava fosse il metodo più giusto per capire se una cosa era buona e per cominciare schiarirmi un po’ le idee.
Riflessione:
Uno da solo ha ragione, due si danno ragione, tre comincino a parlare e a discutere come in una squadra.
Sono stati la mia squadra e la mia coscienza critica
La prima di queste persone “speciali” è Sandra (mia moglie), la seconda è Giorgio (di lui parlerò in un altro momento), poi dal 2001 sono arrivati ufficialmente Lorenzo e Daniele (i miei figli) e negli ultimi anni si è aggiunta la moglie di Daniele, Marta.
Di queste persone so che mi potevo e mi posso fidare, non mi passava e non mi passa neanche per l’anticamera del cervello che mi possano ingannare, so che anche se mi criticano sono sempre vicino a me a tirare la “carretta” siamo una squadra e alla fine nel bene o nel male ne godiamo o ne soffriamo tutti assieme, ma sempre tutti uniti.
In tutto il mio cammino imprenditoriale, con il tempo siamo diventati una squadra, loro sono diventati la mia coscienza critica, all’inizio inconsciamente, ma da anni è diventata una prassi acquisita che anche i miei figli seguono come metodo prima di ogni decisione importante.
Ho avuto sempre coscienza che il mio entusiasmo poteva essere anche un’arma a doppio taglio.
Che inconsciamente a seguito dell’euforia avrei potuto fare anche grossi errori.
Che perciò era importante nelle decisioni confrontarmi e discutere con qualcuno fin dall’inizio.
Che dovevano però essere delle persone “speciali”.
Che dovevano essere delle persone che non dovevano dire sempre e solo di si perché io ero il titolare dell’azienda.
Che alla base dei nostri incontri, discussioni e a volte scontri, ci doveva essere sempre la massima stima e fiducia reciproca.
Perciò il primo confronto con queste persone, mi ha sempre permesso di sapere subito se una cosa nuova stava in piedi, se era buona, se valeva la pena di proseguire e approfondirne tutti gli aspetti.
Che se le mie iniziative e i miei progetti, se le argomentazioni che portavo alla fine convincevano tutti (o la maggioranza), solo allora dovevo e potevo andare avanti con i passi successivi.
Riflessione:
Chi non fa niente non sbaglia mai.
Quanti errori
In 41 anni da imprenditore di errori ne ho fatti tanti, ma a volte mi chiedo:
Se non mi fossi confrontato con queste persone, quanti di più ne avrei fatto?
O meglio sarei ancora qui a poterlo raccontare?
Da alcuni anni sono i miei figli e Marta che si trovano in prima persona a prendere le grandi decisioni.
Quando mi chiamano per parlarne, divento io l’atra parte, divento una: “delle persone speciale”, questo mi rende molto orgoglioso perché vuol dire che sto passando bene le consegne (il testimone) e che il metodo continua a funzionare, soprattutto visti i risultati e i buoni frutti che sta dando.
Riflessione:
Se non ti confronti con gli altri, corri troppo forte e senza una meta, sicuramente arriverai a fare molti errori e anche a prendere in tempo i problemi che ti precedono.
Vi auguro ciò che mi auguro. Tarcisio


