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Medjugorje: Racconto di un viaggio (1° di tre parti)

Chiesa di Medjugorje 150x150 Medjugorje: Racconto di un viaggio (1° di tre parti)

Chiesa di Medjugorje

Una premessa doverosa.
Voglio raccontare di questo viaggio perché mi ha procurato per sei giorni intense vibrazioni e nuove emozioni.
Voglio raccontare ciò che una persona normale, come penso di essere, può vedere, sentire e capire andando in un luogo dove si dice che da 30 anni continui ad apparire la Madonna e che avvengono anche dei “Miracoli”
Come supporto per il mio racconto, ho solo qualche appunto scritto su un foglietto e le fotografie e i video che ho fatto in vari momenti durante il viaggio.
Ancora una volta, il mio ricordare, è legato in modo particolare alla musica dei CD che ho acquistato e a tutta la musica le preghiere e conferenze che ho registrato direttamente dal vivo.
Da quando sono tornato continuo con gioia e con piacere ad ascoltare questa musica.
E’ una musica legata a fatti e circostanze ben precise in cui ero presente e così, riascoltandola,  me li fa sentire e rivivere ancora in modo intenso.
Sarà un racconto basato soprattutto su ciò che io ricordo, su ciò che ho pensato, ho sentito e che ancora continuo a sentire dentro di me.

Il perchè del viaggio 150x150 Medjugorje: Racconto di un viaggio (1° di tre parti)

Il perchè del viaggio

I perchè
Perché parlo di un viaggio che ho fatto così di recente visto che di solito lascio passare mesi se non degli anni prima di scrivere certi avvenimenti?
Sinceramente me lo sto chiedendo anch’io. La sola risposta che riesco a darmi e che non voglio dimenticare ciò che ho sentito e provato nei sei giorni di questa nuova esperienza e, anche perché, voglio verificare nel tempo cosa succederà e rimarrà dentro di me, cosa succederà e rimarrà di quei luoghi.
Ho fatto questo viaggio perché prima di tutto è scattata dentro di me la curiosità.
Da molti anni sentivo parlare di questo luogo, di queste apparizioni “miracolose” a Medjugorje.
Sandra (mia moglie) ci era già andata due volte nel 2006 e 2010 e me ne parlava come di un posto veramente speciale, ma che per capire si doveva andare là di persona, che questo viaggio noi due dovevamo farlo assieme così avrei capito anch’io il perché era un luogo cosi particolare.
Poi è arrivato Paolo Brosio, bravo conduttore televisivo: io non sapevo che fosse anche un bravo scrittore e narratore.
La mia curiosità per questo luogo è continuata a crescere dopo aver letto i suoi due libri. Brosio racconta la sua storia personale e com’è cambiata radicalmente dopo che era andato a Medjugorje e, ancor più per la fulminea trasformazione della sua vita.
E’ stato interessante poi averlo sentito parlare direttamente della sua “conversione” in una conferenza che si è svolta a Marzo di quest’ anno nel palazzetto dello sport a Piove di Sacco.

Paesaggio durante il viaggio 150x150 Medjugorje: Racconto di un viaggio (1° di tre parti)

Paesaggio durante il viaggio

La mia decisione: Un regalo speciale
Quando il 15 di Aprile di questo anno Sandra ha compiuto gli anni, come sempre ho accompagnato un piccolo regalo con un mio scritto e, mentre scrivevo, pensavo cosa regalarle che le facesse veramente piacere…
Erano mesi che Sandra mi chiedeva di accompagnarla a Medjugorje, era una cosa che mi chiedeva spesso e, per me in quei momenti, anche con troppa insistenza.
Io rispondevo sempre che per quel luogo sentivo solo molta curiosità ma visto che era un luogo così speciale l’avrei fatto solo quando ci fosse stato una specie di segno e un  motivo particolare, un segno che avrei capito e che mi avrebbe fatto accettare l’invito.
Un regalo speciale per il suo compleanno, mi sembravano il segno e il motivo, forse non particolari, ma sicuramente sufficienti per fare il viaggio assieme e così ho terminato il mio biglietto di auguri scrivendole di organizzare il viaggio a Medjugorje.
Come mi aspettavo il regalo la rese veramente felice, tanto che già solo dopo alcuni giorni aveva  cominciato a propormi varie date per partire quasi subito. Per vari motivi e impegni sentivo che per me non erano le date giuste così dicevo sempre di no, le chiedevo di aspettare altre partenze, visto che quasi tutte le settimane, organizzate da varie associazioni, partono dei pullman, per quella destinazione.
Altre volte ho scritto come io creda nei segni, come per me siano importanti quelle cose che a volte inspiegabilmente accadono al momento giusto, soprattutto in certe cose dove entrano lo spirito e la Fede.
Così anche questa volta mi piaceva, ed era bello sentire, come fosse stato un qualcosa al di fuori di me a stabilire qual era la data e il momento più opportuno.
Data dopo data, è venuto fuori che dall’uno al sei di Agosto c’era un pullman che partiva da Feriole (Padova), che Sandra già conosceva la guida che lo stava organizzando, che c’era ancora posto e che noi in quella data eravamo veramente liberi da qualsiasi impegno.
Io non avevo mai detto a Sandra il perché di tutti i miei no alle date precedenti ma a questa ho sentito e mi è sembrato normale ed ovvio dire di si.
Mia piccola riflessione
Solo quando alle ore 19 del primo di Agosto sono entrato nella spianata dietro la chiesa di Medjugorje ho cominciato a capire e a darmi una spiegazione del perché questa era la data giusta…

Il perchè del pellegrinaggio 150x150 Medjugorje: Racconto di un viaggio (1° di tre parti)

Il perchè del pellegrinaggio

Un viaggio che sin dai primi minuti si trasforma.
Sapevo che non era un viaggio turistico, che dove andavamo non c’era niente di bello e di così importante da vedere.
Vivere in questo tempo e poter vedere ed osservare se c’è dell’imbroglio o se c’è veramente del sovrannaturale in quel luogo, oltre che attirare la curiosità, un po’mi intrigava.
Nel mio intimo volevo anche cercare di capire:
Se c’era qualcuno di così spregevole che forse aveva trovato un buon filone per arricchirsi.
Se c’era qualcuno che così vistosamente prendeva in giro tante persone di tutto il mondo.
Se c’era qualcuno che approfittava della buona fede e della Fede di molti credenti che avevano bisogno di grazie e a volte di veri e propri miracoli.
Anche se sapevo che certamente non ero io la persona che doveva scoprire chissà quali cose,
unito al regalo che avevo fatto a Sandra per il suo compleanno, c’erano tutte le motivazioni per
andare a vedere direttamente di persona.
Così quando alle quattro del mattino del primo di Agosto sono salito nel pullman per la partenza (avevo ancora un po’ di sonno visto la levataccia), ero ben disposto a portare a casa almeno i vantaggi della pace e serenità che mi aspettavo potessero essere delle cose ovvie e normali da un viaggio come quello che stavo intraprendendo.

Si è trasformato subito in pellegrinaggio.
Appena sistemati nel pullman, la signora Mara (la nostra guida), ci avvisa senza tanti giri di parole che:
Non stavamo partendo per un viaggio turistico, per vedere le bellezze della natura.
Che stavamo partendo per un pellegrinaggio di Fede, di preghiere e di incontri speciali.
Che era giunto il momento di aprire il nostro cuore e l’anima a tutto ciò che la Madonna ci avrebbe riversato dentro a piene mani.
Che per ricevere tutto questo, era bene cominciare subito a pregarLa, sia per un buon viaggio ma soprattutto per quello che avevamo bisogno e che sicuramente ci avrebbe donato se l’avessimo chiesto e pregata con cuore libero e sincero.
Sono molti anni che in certi momenti particolari della mia vita sento dentro di me l’importanza e la forza della preghiera, ma non pensavo che già appena partito mi sarei trovato subito immerso e piano piano durante il pellegrinaggio, anche così direttamente coinvolto.
Cercavo qualcosa di diverso dal solito, ed era arrivato subito, così, senza porre nessuna resistenza ne esterna ne dentro di me, con cuore libero e sereno, ho cominciato il viaggio che da quel momento si era trasformato in un vero e proprio pellegrinaggio.
Un pellegrinaggio vissuto in due, Sandra ed io, ma che da quel momento, con le preghiere, ci siamo uniti anche con tutti gli altri 43 nuovi amici del pullman.

La spianata dietro la chiesa di Medjugorje 150x150 Medjugorje: Racconto di un viaggio (1° di tre parti)

La spianata dietro la chiesa di Medjugorje

Tredici ore e tanta strada in pullman
Il viaggio è stato tutto un susseguirsi di filmati su Medjugorje, di rosari, canti, preghiere e coroncine varie, di molti miei sonnellini e delle doverose soste (una ogni tre ore circa), per tutte le varie esigenze di ognuno di noi e per il doveroso riposo dell’autista.
Dopo circa tredici ore dalla nostra partenza da Padova siamo arrivati a Medjugorje.
Com’è ovvio l’autista era un po’stanco, ma noi “pellegrini”, eravamo tutti pronti per andare a vedere subito quel  posto “miracoloso”.
Così dopo la sistemazione nelle camere e una piccola rinfrescata, alle 19 eravamo già nella spianata dietro la chiesa di Medjugorje e qui… dentro di me è avvenuta la prima esplosione di vibrazioni ed emozioni.
Stava iniziando la Santa Messa, ma mai mi sarei aspettato di vedermi immerso in un mondo con  così tanti giovani provenienti da tutto il mondo con le loro bandiere di tutti i colori.
C’erano circa centomila  persone, soprattutto giovani che pregavano in piedi o seduti, ma moltissimi erano quelli inginocchiati con sotto un tappetino. Molti erano anche quelli inginocchiati direttamente sui sassi.
Erano giovani che cantavano, che accompagnavano i canti della Santa Messa con movimenti di danza e con il battito delle mani.
Era una Messa concelebrata da circa cinquecento sacerdoti, tradotta in sei/sette lingue, che noi potevamo ascoltare e seguire attraverso delle semplici radioline multicanali che avevamo già avuto modo di comprare andando verso la chiesa, nelle bancarelle lungo la strada.

Il sole prima dellimbrunire nella spianata 150x150 Medjugorje: Racconto di un viaggio (1° di tre parti)

Il sole prima dell'imbrunire nella spianata

Prime vibrazioni e emozioni
Subito sono stato assorbito dalle musiche suonate e cantate da un’orchestra e coro di circa cento artisti internazionali.
Tutta quella gente, quella atmosfera di intensa devozione, quei suoni e canti, a volte gioiosi a volte dolci e ripetitivi, vere e proprie preghiere di invocazione, subito mi hanno colpito, o meglio mi hanno come rapito. Mi sono entrati subito fin dentro nel profondo del cuore e nell’anima.
Avevo la sensazione di essere in una immensa cattedrale che aveva  il cielo come tetto.
Un tetto veramente speciale per poter lasciare passare le migliaia di preghiere che si innalzavano con Fede e speranza  verso il cielo.
Un tetto tutto colorato di un rosso vivo da un sole che a quell’ora, verso l’imbrunire, era come un grande disco che all’orizzonte lentamente si stava infilando per poi scomparire dentro la terra.
Ma era anche una cattedrale con un’acustica molto speciale, io riuscivo a sentire limpidi e chiari i canti, i suoni e le preghiere di migliaia di persone come fosse un’unica melodiosa armonia.
Dopo circa un’ora ho cominciato a capire, quasi a percepire in forma palpabile, quale forza misteriosa emana la preghiera, quella forza che attira le grazie e a volte anche i miracoli, una forza irresistibile perché fatta da tante persone che chiedono e pregano assieme con vera Fede.
Per quello che sono e sto facendo nella mia vita, per quelle cose che mi procurano vibrazioni ed emozioni, c’erano tutti gli ingredienti per sentire che ero arrivato al momento giusto, che ero nel posto giusto e allora ho cominciato a capire perché dopo tanti tentennamenti e rinvii avevo scelto quella data per arrivare a Medjugorje.
Mia piccola riflessione
Forse, come succede a volte nella vita, tutto era una pura coincidenza.
Ma certo, in quel momento e per come lo stavo vivendo, sentivo che per me, non era una pura coincidenza, perché ero arrivato mentre si stava svolgendo la settimana del
22° festival mondiale dei giovani.
Un festival che da ben 22 anni si svolge a Medjugorje.

Giovani da tutto il mondo 150x150 Medjugorje: Racconto di un viaggio (1° di tre parti)

Giovani da tutto il mondo

Le vibrazioni ed emozioni continuano
Quando, prima di partire, Sandra me ne aveva un po’ accennato, non avevo capito bene di cosa si trattasse, ma ora dopo solo un’ora dal mio arrivo, me lo stavo godendo e gustando in tutte le sue dimensioni, con tutti i contorni e le sfumature.
Non ero preparato e non mi aspettavo nulla di simile.
Non ero preparato e certo non mi aspettavo che fin dalla prima ora mi sarei trovato totalmente immerso in un mondo così bello, un mondo di giovani, di canti, di suoni e di vera Fede,.
Non ero preparato a vivere in un mondo così diverso e speciale, anche se sono ben conscio che non può essere il mondo di tutti giorni.
Ma sentivo che anche questo fa parte di un mondo vero, autentico e soprattutto genuino, un mondo che forse dovrei  riscoprire e vivere di più.
Sentivo che il motivo, il segno particolare che cercavo era arrivato, perché potevo vedere il futuro con più speranza, potevo vedere e constatare quante migliaia di giovani sono belli, puliti, entusiasti, giovani che cercano la loro strada, i mortivi per la loro crescita, con gioia e dove c’è la vera vita.
Mia piccola riflessione
Non mi sento un vecchio e certo non sono più un giovane, ma mi sentivo ugualmente nel posto giusto e al momento giusto: “Era bello ed era solo il primo giorno”.

La preghiera è gioia 150x150 Medjugorje: Racconto di un viaggio (1° di tre parti)

La preghiera è gioia

Prime personali conclusioni
Dopo solo alcune ore:
Non mi interessava più capire se dietro a tutto ci fosse qualche “furbone”.
Continuavo però a sentire ancora viva dentro di me la curiosità.
Ma ora, la curiosità si era trasformata, ora  volevo cercare di capire senza paraocchi e nessun pregiudizio ciò che stava avvenendo attorno e dentro di me.
Ora sentivo che per me era veramente importante riuscire a capire:
Perché così tanta gente e soprattutto così tanti giovani erano arrivati in un posto così sperduto e all’apparenza così “insignificante”.
Cosa li aveva portati così numerosi in un festival di amicizia, di canti e suoni ma soprattutto di Fede, di preghiera e di intensa spiritualità…
Volevo cercare di capire cosa stava avvenendo in così breve tempo dentro di me.
Ma credo d’aver cominciato a capire un po’ meglio la massima che dice:
Prenditi il tempo per pregare perchè questo è il maggior potere che hai sulla terra.
Vi auguro ciò che mi auguro.  Tarcisio

One Response to “Medjugorje: Racconto di un viaggio (1° di tre parti)”

  1. evelina Says:

    che gioia,mi fai rivivere il tutto.ciao da Roma

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